L’insostenibile pesantezza di Facebook

Sarò impopolare ma non credo di rimanere una voce isolata. Facebook è come il vino in cartone: peggiora invecchiando.

Sembra che ci sia un fermento continuo negli uffici di Palo Alto. Tutti vogliono cambiare tutto. Ed è un fiorire di nuove policy, nuova home page, nuovo look&feel.

“Splendido!” esclamerebbe l’utente ignaro di ciò che sta per sperimentare sulla sua pelle; ma la girandola dei box che si muovono ad ogni nuovo makeup rendono l’usabilità del sito particolarmente difficile. E non appena un utente si abitua a trovare i suoi movimenti frequenti per utilizzare le funzioni più comuni, ecco che una nuova veste grafica rompe con il passato e lo costringe a settimane di allenamenti estenuanti per ritrovare tutti i link che un tempo erano sotto il suo “dominio”.

Alle volte non è necessario innovare aggiungendo nuove mirabolanti funzionalità. Basta irrobustire quello che costituisce lo strato sottostante lasciando inalterata la user experience.

E’ bello sentirsi a casa. Anche in rete.

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